sabato, 21 febbraio 2009
postato da: lorenzosturiale alle ore 17:53 | Permalink | commenti
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venerdì, 10 ottobre 2008

Ricordi Alessiè, quer  vespone azzuro che te piaceva tanto? 
 
Me ce attaccasti sopra 'na scritta che oggi è 'n vanto, 
 
In bella mostra a casa e ben niscosta 'n fonno ar core.
 

Ma oggi più che mai, daje leva quer rossore,  

Semo noi li fans tua, nella gioia e ner dolore!



alessietto_per_sempre10 Ottobre 2008 - Ciao Alessiè, un'altro anno di merda è passato, un altro "boy" come Te s'è portato. Ma dove vi ha portati? De certo no così lontani da potè esse dimenticati...   Lory Tuo
postato da: lorenzosturiale alle ore 13:28 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 22 maggio 2008

BENTORNATO A CASA CLAUDIO

- Belli Capelli -

Lo vidi ar  primo giorno de sole a scacchi

 'na creatura bella come 'n frutto acerbo

'chè 'n'  Caso ce volle pieni de acciacchi

e pe' lui fu amara prognosi a riserbo. 

 

Er cranio rasato a contà mesi è servito

fior de lunghi capelli lànno mò decorato

semo belli più de prima nun ài notato?

'sto Caso a scarficce nemmanco è riuscito.

 

postato da: lorenzosturiale alle ore 12:04 | Permalink | commenti (9)
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giovedì, 03 aprile 2008

11 Novembre 2007. La vicenda di Gabriele, Lorenzo, Claudio ed altri ragazzi...

Come anticipato lo scorso 10 dicembre sul precedente post, ora che l’ “intestatario” di questo blog ha nuovamente facoltà di libera espressione, è possibile per lui pronunciarsi su fatti e conseguenze di quel colpo di proiettile che ha ucciso un ragazzo e ne ha condotti e ne condurrà altri in carcere e davanti ai tribunali della Repubblica.

 

Premessa:  

Questa ricostruzione procederà secondo una logica analitica, non emotiva, razionale. Pertanto non può limitarsi alla cronaca degli eventi dell’11 Novembre 2007, ma deve comprendere come antefatto la morte (a differenza di quella di Gabriele Sandri, NON definibile “omicidio”) dell’agente di polizia Filippo Raciti a Catania il 2 Febbraio 2007. Partire dalla constatazione che quelle cinghie di trasmissione del potere politico e industriale, comunemente dette “Tv&giornali”, hanno scientificamente invertito i due termini, chiamando omicidio quello di Raciti e tragica morte quella di Gabriele, serve a farci trovare la tavola di questa analisi già imbandita di sgradevoli, ma ben noti, antipasti.

 

 

  L’antefatto

Catania e il NON-omicidio-Raciti divenuto per lo Stato

“omicidio da vendicare”

 

Il 2 Febbraio 2007 a Catania, ciò che ha reso l’ennesimo infuocato derby Catania-Palermo diverso dai tantissimi disputati in passato con normale corollario di incidenti e feriti, è stata la gestione del cosiddetto Ordine Pubblico (se si trattasse di un “ordine” di tipo “tecnico” userei le minuscole come si usa di solito, trattasi invece di un Ordine “politico”, sempre più disordinato dal punto di vista “tecnico”). Mai si era arrivati a posizionare oltre 1000 agenti in uno spazio angusto  (inadatto a esperimenti di “controllo del territorio” di genovese memoria) come quello dello stadio Massimino di Catania. Se poi questi a un certo punto sparano contro ogni presunta “logica d’ordine” decine di lacrimogeni da fuori verso l’interno dello stadio (dove nessun incidente era avvenuto o stava avvenendo) è lecito immaginarsi che la gente (sia quella “facinorosa” che quella più pacata) tenti di uscire rapidamente per salvare la pelle, travolgendo senza tanti complimenti gli stessi autori di quell’inatteso e inspiegabile lancio di lacrimogeni. Delle conseguenze di questo fuggi-fuggi generale, dovuto all’istinto di sopravvivenza di migliaia di persone, sappiamo solo che è morta una persona. Vi hanno raccontato, in sequenza, che la morte fu causata da: bomba-carta, spranga, lavandino, mattoni, linciaggio. Non vi hanno raccontato che un collega di Raciti ha dichiarato di averlo investito in forte retro-marcia con lo sportello aperto e di averlo visto accasciarsi al suolo; non vi hanno raccontato del primo immediato referto medico che smentiva scientificamente tutte le ipotesi diffuse dall’informazione “velinara” di regime. Nessuno vi ha raccontato che i filmati della polizia risultano manomessi (se ne sta occupando un valente avvocato di Udine). Nessuno vi ha raccontato che il giorno dei funerali di Raciti la folla accorsa in chiesa a salutare non il-poliziotto-Raciti ma il-padre-di-famiglia-Raciti, non ha applaudito le forze dell’ordine quando il celebrante li ha invitati a farlo (in una città dove evidentemente la gente SA cosa è successo quel giorno, tutti avevano un parente o un amico allo stadio). Hanno costruito un “colpevole ad hoc” individuando l’unica persona pesante oltre 100 kg, l’unica che potesse far sembrare meno inverosimile un impatto mortale con un oggetto (una lamiera spessa 2 mm!) da essa scagliato. Lo hanno incarcerato ingiustamente per un anno, il Tribunale dei minori ha definito quella carcerazione fuori dalla realtà, con motivazioni insolite per la loro durezza contro chi aveva condotto le indagini. Questo ragazzo era un minorenne incensurato: ora diventerà l’ennesimo individuo a voler vivere la sua esistenza contro lo Stato. E’ quello che è successo negli ultimi 10 anni nelle curve italiane: l’odio per gli avversari calcistici si limita all’”ordinaria amministrazione” e con sempre minor convinzione; l’odio per lo Stato aumenta e si struttura. Per non dilungarmi troppo su questo importante antefatto dell’11 Novembre, lascio la chiusura ad alcune frasi (ma vi consiglio di cercare gli atti completi, ci sono cose incredibili) estrapolate dalla sentenza di scarcerazione di Antonio Speziale (a proposito: per vendicarsi della sua probabilissima innocenza gli hanno dato 2 anni e mezzo per reati infimi  e senza sospensione condizionale della pena, li sta scontando in una comunità). E’ la sentenza numero 47452 che ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale della libertà dei minori di Catania nei confronti di A. S.:

 

"Ordinanza (quella di carcerazione, n.d.r) che incorre in un vizio di palese contraddittorietà anche perché la decisione del giudice è stata emessa in base ad elementi di indagine non sufficienti […] ordinanza che manifesta illogicità da un lato criticando come inaffidabili i metodi di indagini e le conclusioni peritali e dall'altro opinando che i risultati conseguiti, pur ritenuti inficiati di vistosi errori metodologici, convalidino l'assunto accusatorio" […] Palesi incongruenze, secondo i giudici, si evidenziano quando esaminando il quadro indiziario preesistente alla perizia gli inquirenti avevano ritenuto "attraverso illazioni e congetture,  riferibili allo Speziali le indicazioni fornite dal Raciti su un soggetto 'alto e grosso, con i capelli un po' cosi", laddove si dà contestualmente atto che l'indagato (non si dice se effettivamente alto e grosso) indossava un cappello che nascondeva i capelli…"

 

I parenti delle tante vittime (per lo più rimaste, “chissà perché”, sconosciute alla pubblica opinione) decedute negli stadi (senza contare le migliaia di feriti anche gravi) per mano di Ordine Pubblico, hanno atteso invano per anni che lo stesso zelo investigativo fosse rivolto alle cause della morte dei loro cari. Lo stesso vale per le migliaia di parenti di vittime per le stesse cause nelle strade anziché negli stadi; ma lì la storia è più antica ed ha inizio con la legge Reale (vedi http://isole.ecn.org/lucarossi/625/625 - libro bianco sulla legge Reale).

 

[PARENTESI SULLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE: avete mai sentito parlare su tv o giornali di quanto qui sintetizzato sul mistero della morte di Filippo Raciti? La risposta la conosco, è un NO. Chi sa queste cose, è andato come me a cercarsi le testimonianze su internet, a leggersi alcuni atti giudiziari, a fare confronti, a ragionare con la propria testa senza tesi precostituite; né più né meno quello che dovrebbero fare i “giornalisti”: categoria alla quale mi onoro di non appartenere, impegnandomi semmai nell’unica battaglia che può rendere meno efficace la “dittatura democratica”  che governa questo paese: L’ABOLIZIONE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI (http://www2.beppegrillo.it/v2day/referendum.php). Per le animebelle che dilettano la propria megliogioventù creando allarmi su improbabili “fascismi” nell’area della destra radicale (senza invece saper riconoscere quelli VERI), il mio invito è quello di prendere conoscenza e visione di una legge, la legge più autoritaria (assieme alle leggi “Reale” e “Reale super” - http://www.radioradicale.it/exagora/un-bis-per-la-legge-reale) varata in questo paese dal ‘46 a oggi; infatti questa legge è stata varata da un governo che oggi viene definito “centrosinistra” e da personaggi che fanno parte di un partito che si chiama “democratico”. Si chiama legge “Levi-Prodi (http://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_di_legge_Levi-Prodi) e purtroppo non è una legge per “levare Prodi”, ma per levare la libertà di informazione, diffusione, inchiesta all’unico mezzo che, per definizione, non ha padroni: Internet. Prende il nome dai due tecno-burocrati che l’hanno pensata per estendere anche alla rete lo stesso tipo di controllo istituito nel 1925 da Benito Mussolini sulla carta stampata con l’Ordine dei Giornalisti. E’ stata varata la scorsa estate dal parlamento italiano, mentre l’elettorato “di sinistra” si lamentava di Berlusconi sotto l’ombrellone. Avete capito tutto, brava gente “di sinistra”. D’altronde siete ormai voi l’elettorato più colto e istruito, sennò a che serve studiare e andare a teatro. Bravi.]

 

 

Il fattaccio

Badia al Pino e l’omicidio Sandri. Un “tipico” caso di

tentato insabbiamento, ma stavolta…

 

 A differenza di quanto avvenuto a Catania, ciò che è accaduto nell’autogrill di Badia al Pino lascia davvero molto poco (anche volendo essere “cauti”) all’immaginazione. Pertanto non mi dilungherò su questo, sapete tutti cosa è accaduto così come quasi tutti lo avevano subito immaginato. Sapete anche degli strenui quanto goffi tentativi di insabbiamento e depistaggio (dalle mendaci dichiarazioni ufficiali dei funzionari sino al tardissimo pomeriggio, alla “sparizione” dei bossoli su 5 mq di aiuola, al tentativo di sostenere la tesi dell’”incidente” reso inefficace dalla “supertestimone” giapponese ecc.). Quello che cercherò di fare adesso è ciò che finora è mancato non solo a livello di mass-media (che come sappiamo non hanno ruolo di informare ma di consolidare il potere dei loro editori e relativi protettori politici di destra e di sinistra) ma anche a livello di contro-informazione; ossia dare una interpretazione altrettanto chiara non solo del fatto in sé e dei conseguenti depistaggi, ma delle motivazioni e del contesto in cui è maturato l’omicidio di Gabriele. La mia tesi sta tutta nel sottotitolo del precedente paragrafo sui fatti di Catania: la morte di Raciti trasformata scientemente dagli apparati dello Stato in un “omicidio da vendicare”. Da vendicare non certo con altre morti, bensì con il decreto governativo meno costituzionale della storia repubblicana (assieme alla Bossi-Fini che segrega violentemente chi non commette alcun reato), il decreto-Amato. Ma torniamo alla tesi: la morte di Raciti è stata usata dallo Stato (assieme alla vedova più strumentalizzata che si ricordi) per preparare “emotivamente” il terreno all’emanazione del decreto-Amato. Un decreto che istituisce per iniziativa governativa un organo di polizia (l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive) che ha il potere di limitare fortemente la libertà personale di centinaia di migliaia di persone, non può certo essere emanato dall’oggi al domani, si scatenerebbero rivolte da parte anche dei più pacati appassionati di calcio. Dopo la morte di Raciti, meglio ancora se la si tramuta in omicidio (cosa che avvenne in 10 minuti su tutte le tv e i giornali nazionali), tutto ciò risulta non solo più facile, ma persino auspicabile per larghi strati di quella popolazione identificabile con la vecchia casalinga di voghera, figura ormai estendibile, nella società dell’informazione pilotata di massa, ad almeno la metà della popolazione italiana. Quindi, proviamo a immaginare cosa possa essere accaduto nella testa dei servitori più fedeli di questo Stato: nei nove mesi intercorsi tra la morte di Raciti e l’omicidio di Gabriele, si è parlato costantemente degli ultras come la feccia della società italiana (per carità, sono in buona compagnia, Sarkozy chiamò proprio “feccia” i banlieusard delle periferie francesi), si è bombardata la popolazione italiana di allarmi sulla violenza ultras come cancro del paese da estirpare, si è parlato degli ultras come criminali “a prescindere”; cosa immaginate possa succedere nei ranghi della polizia meno disciplinata e meno auto-controllata d’Europa (l’unica in Europa senza una “polizia interna” che punisca gli abusi, l’unica in Europa che si rifiuta di dotare gli agenti di numeretti identificativi sul casco, ecc.), perlomeno nei ranghi delle teste più calde? Esattamente quello che è successo: un agente particolarmente servile e particolarmente fomentato dalle sue doti di tiratore pensa che in un momento del genere una rissa tra tifosi costituisca il principale allarme possibile per il paese che lui si onora di servire: perché non prendere la mira pertanto? Cosa rischio a ferire/uccidere un ultras “colpevole come tutti loro della morte di Raciti”?  Tanto, lo so bene che poi “la dinamica dei fatti” viene aggiustata dai miei superiori a mio vantaggio. Sai che c’è? IO SPARO. Ritengo sia importante oltre che razionalmente lecito, ipotizzare questa tesi. Questo perché altrimenti bisognerebbe assumere che l’uomo invisibile (definizione di Giorgio Sandri, papà di Gabriele, riferita all’agente-killer) sia stato colto da un inspiegabile raptus, tesi che farebbe molto comodo, in fondo la follia alberga nel profondo di ogni animo umano, un momento di follia capita a tutti. INVECE NO, questa tesi del gesto inconsulto va rigettata. DOBBIAMO URLARE per quanto possibile (tenuti in conto i rischi per la propria incolumità fisica e penale che questo comporta in un regime autoritario) che non si è trattato del gesto di un folle, ma della reazione emotiva di un bravissimo agente che ha preso fin troppo alla lettera il messaggio di ODIO instillato contro i tifosi come Gabriele dopo la morte di Raciti. URLATELO. Se non fosse stato per la coscienza cristallina e coraggiosa di una guida turistica giapponese, Gabriele non avrebbe mai avuto la giustizia che probabilmente riuscirà almeno in parte ad avere. URLIAMOLO.

 

[PARENTESI SULLO STATO DI POLIZIA: riporto qui di seguito una interessante riflessione sullo Stato di Polizia in generale e sui decreti anti-ultras in particolare, pubblicata su uno dei migliori siti di controinformazione del web italiano (si badi bene, di controinformazione in assoluto, non di carattere ultras e basta) www.asromaultras.org:

 

Cosa è uno Stato di Polizia (nel quale ancora non siamo, ma al quale stiamo avvicinandoci, partendo dagli stadi)? Risposta semplice. Uno Stato di Polizia è quello dove gli apparati militari e polizieschi sono accusatori e giudici. L'eticità di questi apparati può far sì che uno Stato di Polizia sia più o meno tollerato: quanto meno etico è uno Stato di Polizia, tanto più si percepirà la sensazione della dittatura; quanto più è etico uno Stato del genere, tanto più si avrà la sensazione rassicurante della presenza di uno Stato forte, buono,  giusto e ragionevole. Uno stato democratico, al contrario, è quello dove tali apparati sono distinti dal potere giudiziario, cioè dal potere di chi può condannarti o assolverti. Benissimo. Tale essendo la premessa, mi sembra - anzi, togliamo il "sembra" - che l'O.N.M.S., con i poteri totali che gli sono stati conferiti da parte dei Governi, è al tempo stesso accusatore e giudice, non potendosi dare alcun valore alla presenza, meramente simbolica, di altri enti o società private, che fungono da puro contorno ad un qualcosa di già deciso, così come dimostrano le votazioni bulgare - tutte all'unanimità - che hanno contraddistinto l'anomalo organismo sin dall'inizio del suo operato. L'O.N.M.S. (Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, n.d.r.) è accusatore, perché - giustamente - sono gli organi di polizia che arrestano, denunciano, relazionano. Giudice, perché è lo stesso O.N.M.S. che decide di "punire" una tifoseria che si comporta in modo non corretto (e tale giudizio è riservato allo stesso O.N.M.S., senza alcun controllo!), invece di limitarsi a prevenire. Detto questo sull'anomalia di un organismo del genere in uno Stato "democratico" europeo del 2008, non resta che analizzare la Carta del Tifoso che da questi viene proposto. Bene, essa avrebbe un senso inquadrato in un ambito democratico se provenisse dalle società di calcio, senza alcun vincolo. Poiché, invece, l'introduzione della stessa dipenderà molto probabilmente dal Ministero degli Interni - o comunque tale Ministero dovrà dare il benestare sui titoli e sui requisiti per possederla - si è puramente e semplicemente di fronte a una operazione di schedatura, di discriminazione e di deriva autoritaria che parte dallo stadio per portare altrove, in un territorio dove i diritti civili saranno garantiti a chi avrà la "Carta del cittadino", la cui emissione competerà alla stessa Polizia. Solo un imbecille può sottovalutare il rischio e quando vi verranno a bussare a casa sarà troppo tardi. Certo, magari accadrà quando saremo morti, ma la linea intrapresa è questa. La crepa si è aperta. Ed allora, con un articolo 3 della Costituzione che dice che siamo tutti uguali davanti alla legge senza distinzioni di lingua, di razza, di opinioni politiche, di religione e bla bla bla, io debbo dire alla Repubblica Italiana per quale squadra faccio il tifo??? E sulla base di questa dichiarazione sono "libero" di fare qualcosa o no? Ma, Cristo, su una cosa del genere qualunque parlamentare degno di nome dovrebbe farsi passare sul cadavere prima di consentirla! […] La dico con Beppe Grillo: ma annatevene affanculo!!!! NUN VE VOTO! N-U-N  V-E-  V-O-T-O!!! Perché questo potere a questo strano organismo glielo avete dato tutti voi del Centrodestra e tutti voi del Centrosinistra. Vado ar mare! V-A-D-O-  A-R  M-A-R-E!!! Anzi, c'è Udinese/Roma. Vado a Udine e dormo lì! E la vostra scheda elettorale potete tranquillamente arrotolarla a cartoccetto e sedervici sopra. Operata la mia, sobria, dichiarazione di voto, direi che la verità è una sola e sarebbe onesto prenderne atto: la violenza non è eliminabile. Altrimenti sarebbe già sparita dalla faccia della Terra. Non è eliminabile, nel calcio e nella vita. Chiudete gli stadi? Si scontreranno negli autogrill. Chiudete gli autogrill? Si scontreranno nei boschi. Che farete allora? Disboscherete i boschi? Si scontreranno nel deserto. Toglierete la sabbia del deserto? Troveranno altri spazi ed altri divertimenti, il calcio avrà rotto i coglioni. La politica? Niente male. Spranghiamoci tutti i giorni con gli antagonisti politici. La musica? Torniamo come negli anni '60 con Rockers e Mods. Ora, questa massa di idioti aveva un luogo formidabile per tenere tutti sotto controllo: lo stadio. Lo diceva già Giovenale, ammesso e non concesso che sappiano chi sia: panem et circenses. Pane e giochi del circo, questo è sufficiente per tenere a bada il popolo. In effetti a me me stava pure bene. Tanto il sistema attuale è quasi non-rovesciabile: almeno magnavo e vedevo li giochi der circo. Ma se me levi pure li giochi der circo, allora me 'ncazzo de brutto…”]

 

 

 Le conseguenze del “fattaccio”

Il Paese delle stragi impunite incarcera come “terroristi” decine di ragazzi

 

 Il titolo di questo post comprende tre nomi: Gabriele è volato via ma vive nel ricordo di migliaia di ragazzi oltre che in quello della sua bellissima famiglia (se volete farvi una idea di cosa sia la solidarietà nel mondo delle curve italiane ed europee, date un’occhiata a queste pagine -  http://www.asromaultras.org/gabrielesandri.html http://www.asromaultras.org/gabrielesandri2.html) Lorenzo è tornato libero dopo aver “patteggiato” una condanna a due anni di reclusione, comprensiva di ospedale, 5 mesi di detenzione cautelare, multe, spese processuali, 5 anni di diffida con tripla firma durante le partite di Roma e Lazio. Claudio è entrato a Regina Coeli assieme a Lorenzo e, assieme ad altri ragazzi, è ancora lì rinchiuso; ha 21 anni, è incensurato [21/05/2008 - Claudio oggi ha lasciato Regina  Coeli dopo sei mesi e mezzo assieme a un altro ragazzo della Lazio. In primo grado è stato condannato a 4 anni ed ora è a casa in regime di domiciliari]. La magistratura (ovviamente illuminata e “di sinistra”) di un paese che non ha dato l’aggravante del terrorismo a dei poliziotti che, PROTETTI NON SI SA ANCORA DA CHI, scorrrazzando su delle Uno bianche hanno fatto 24 omicidi a cavallo tra anni ’80 e ’90, contesta invece questa aggravante a Claudio e tanti altri ragazzi che come lui, nella “peggiore” delle ipotesi, hanno scagliato dei sassi. Questa è l’Italia in cui è morto NON SI SA COME Raciti. Questa è l’Italia che ha usato Raciti per organizzare la sua “vendetta anti-ultras”. Questa è l’Italia i cui vertici della polizia hanno insabbiato la verità su Genova 2001 (vedi il caso De Gennaro-Colucci nonchè la "sparizione" delle finte-molotov della Diaz) e per questo sono stati tutti promossi. Questa è l’Italia dove non basta aprire la testa in più punti a un fermato che non nasconde il suo volto mentre grida la propria rabbia, ma dopo averlo incarcerato si fabbricano contro di lui prove false (lo stesso procedimento delle molotov della Diaz, in quel caso le molotov sono state prima “rinvenute” e poi distrutte, in questo caso i sassi non sono stati nemmeno rinvenuti, ma stanno su un verbale). Questa è l’Italia dove le politiche repressive si implementano utilizzando il dolore di una vedova. Questa è l’Italia dove bombardare popolazioni civili è un “effetto collaterale” delle guerre degli “amici americani e israeliani” ma scagliare sassi è “terrorismo”. Questa è l’Italia dei reati diffusi ma dove i reati li paga solo chi non detiene alcun potere o non ha protezione politica. Questa è l’Italia dove, unico paese europeo, non esiste il reato di tortura. Questa è l’Italia che piange Gabriele. Questa è l’Italia che ha riabbracciato Lorenzo. Questa è l’Italia che vuole riabbracciare al più presto Claudio. Questa è l’Italia dove c’è anche gente che ha capito che la galera fa paura, ma fa più paura vivere obbedendo e strisciando. Questa Italia non la ucciderete MAI.

postato da: lorenzosturiale alle ore 22:12 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 10 dicembre 2007
UN BLOG CHE “CHIUDE” MA “APRE"


Ciao a tutti/e
 
a casa “STANNO TUTTI BENE”. Lorenzo non vede l’ora di poter riabbracciare tutte le persone che gli sono state vicine. Per molti sarà un abbraccio ideale, per molti altri sarà anche fisico.
 
Non ci saranno grosse novità fino a prima di Natale quando speriamo che gli venga concesso un regime di custodia meno rigido dell’attuale. Lo saprete attraverso altri canali, poiché riteniamo che il compito di questo BLOG sia esaurito. E’ nato per nostra iniziativa, con l’approvazione di Lorenzo, con l’intento di aggiornare gli amici (specie quelli lontani) sull’evolversi della vicenda, ma non solo per questo. Noi possiamo solo dire che l’obiettivo è stato raggiunto, sarà Lorenzo a fornire a chi vorrà, spiegazioni più chiare e dettagliate di quanto abbiamo potuto fare in questa sede.
 
Chi volesse ricevere “nuove” di carattere giudiziario lasci la propria mail a anna.a_1947@libero.it  sarà nostra cura comunicarvele.
 
E’ difficile scrivere un post di ringraziamenti, anche perché la cosa che più ci ha colpito è che tutti coloro che si sono dati da fare in questa situazione lo hanno fatto per lui e nessuno si aspetta di sentirsi dire grazie; siamo sicuri che la risposta immediata sarebbe:grazie de che ?!
 
Questa vicenda è servita alla nostra famiglia per confermare che il “NASONE” si è saputo circondare di gente davvero bella e siamo contenti di avervi conosciuto, anche solo attraverso le vostre righe, le vostre poesie, i vostri gesti, le vostre testimonianze. Questa esperienza, come ci faceva sapere Lorenzo dal carcere, avrebbe dovuto arricchire la nostra famiglia; infatti, finite le nostre specialissime “notti bianche” (altro che Veltroni !), rimarranno le bellissime giornate piene dei vostri colori e del vostro calore.
 
Prima dei saluti finali, vi avvisiamo che lasceremo questo blog visibile, come dovuta testimonianza sui gravi fatti dell’ 11 novembre, che sono costati a molte persone (Gabriele Sandri e la sua famiglia su tutti) “punizioni esemplari” di cui l’Italia non sentiva il bisogno. Chiuderemo però ai commenti liberi e per volontà dell’interessato il Post “La vicenda di Lorenzo” presto diventerà “11 Novembre 2007. La vicenda di Gabriele, Lorenzo,  Claudio ed altri ragazzi...”.
 
Facendo un' eccezione rispondiamo ad un singolo commento (#12 del 10 dicembre alle 13.38), ben immaginandone la provenienza...
la fam. Sturiale non accetta provocazioni - Santa Teresa non si tocca !
 
Per il resto potremmo fare un saluto generico ma preferiamo salutarvi uno ad uno ed una ad una, correndo il rischio di qualche dimenticanza ma consapevoli che ricordare i vostri nomi ci aiuterà a mantenere vivo il nostro legame con voi. Allora un abbraccio grandissimo a, in rigoroso ordine casuale:

FABRIZIO, LORENZO, NIPA E LA “CURVA AMSTERDAM”, VALTER&EMANUELA, TIZIANO, J&Z, GAB, MIKI, GEMMA, ONOFRIO&FAM., SIMONA, PIERETTO&CLAUDIA, CARMELO, PIPPO CONSONNI, MICHELE PANZIERI, GIACOMO, JACOB, MARINA “LONDRA”, MARINA “CATANIA”, RICKY, HABIB, BETTA, SILVIA, SIILS, ANT-CV, LORETTA, BREE, TISILLI, LUCA “LAZY”, CRISTIAN&FAM., "SABA"&FAM., DARIA, MASSIMILIANO, LA BANDA “FEGATI”, CHIARA, ROSSELLA, MARIEL, LUANA, NOEMI E DONATELLA, DOMENICO SIMONA E CINZIA, BRIBRI, VALERIO, CICIA&CATE, FEEDBACK, DAV., PEPPE, NICCOLO’&IRINA, EMANUELE, ALBERTO, LA BANDA FUALDE’, “MACHO”&“PEQUENA”, ROBERTINO, LARA, VALERIETTO, CHIARA CHERUBINI, GIGI, CRISTIAN E PEPPE, FRANCESCHINO, LUNADINOTTE, FERNANDA, ROSY, BENEDETTA&CAMILLA, RITA, ROSARIA E PAPA'-BIAGIO, SEBI E LA "NASONA", CLAUDIA&FAM., LUCA&ALESSIETTO, GIUSEPPE, DANIELA&ANTONIO, PATRIZIA, FABRIZIA, TIGRE, LORENZO V., DEBORAH, LILLO, G-L, ADRIANO&MELANIA, RAOUL, MARIO, SANTINO&FAM., PEPPUCCIO, ANTONELLO, SANTI, MARIELLA&ALFIO, ANTONELLA, MANU "BARCELONA", MANU "TRENO", CRI, PRIYANCA, CRISTIANA, FRANCESCO “FRAZZICA”, TAMARA, ADA&NINO, ARMANDO66, MARCO&PAOLA, PATATRAC999, TINA, LA BANDA “ZFO”, RAM, TANUCCIO&FAM., DANILO, LORENA, EMILIANO, DAVID&FABIOLA, SANDRINO "GRONINGEN", DONATELLA, ENZO&CRIS, LA FAMIGLIA “ADDAMS”, FRANCESCA PUCCI, BARBARA, CLAUDIO&FEDERICO, ANGELA, ANDREA, FABIO, ADAMO, FEDERICA, ANNAMARIA, STELLA, REDZ, GIANLUCA, PANAMA, TERESA, MAURO, SILVIA SLAVINA, TIZIANA, SERGIO&GINTARE, MORENA, MAGIAR, FRA, CHICCA, ANTO LA “VICE”, JOSEPHINE, IL “MISTER”, LA BANDA “SINCE 1987”, LA BANDA “SINCE 1999”, L’ISOLA CHE NON C’E’ E QUELLA CHE C’E’ SEMPRE…
 
Tantissimi qui non ci sono perché hanno preferito altre forme di solidarietà/testimonianza. Ci avete riempito la casa con la vostra presenza i primi terribili giorni, ci avete arricchito con i vostri valori. E’ difficile non dirvi grazie, cazzo ! semplicemente non ci sono parole.

Allora, CIAO e
 
A presto fuori Lorè, a presto qui a casa a tutti voi…
 
Gabriele, Giusi, Anna e Luigi
postato da: lorenzosturiale alle ore 19:10 | Permalink | commenti (60)
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venerdì, 07 dicembre 2007
…dal Giornale a cura degli ospiti del carcere minorile Casal del marmo di Roma… Copia rinvenuta non si sa da chi, né quando, in una qualche cella di un qualche carcere…
 
 
IO TIFOSO DELLA ROMA
 
Da quando sono ragazzino vado allo stadio a vedere la Roma, la mia squadra del cuore.
Quando avevo sei/sette anni andavo con mio zio perché mio cugino giocava a pallone e ci trovava i biglietti, mi divertivo con mio zio, lui sentiva molto la partita e si arrabbiava quando la Roma sbagliava. Mi ricordo Giannini, era un gran giocatore.
Poi crescendo sono andato con i miei amici sempre in Curva Sud, mi divertivo molto e oltre a vedere la partita mi capitava anche di trovarmi in mezzo agli scontri, delle volte era davvero divertente.
Totti è il miglior giocatore ma mi piace anche Montella.
Mi piace il calcio. Prima giocavo a pallone ma poi ho cominciato a farmi le canne e a perdere fiato, non avevo più resistenza, proprio non ce la facevo a correre.
Ultimamente seguo poco il calcio e la Roma perché purtroppo ho altre preoccupazioni. Quest’anno volevo rifare l’abbonamento allo stadio per seguire la mia squadra ma ora sono qui dentro e vedrò la Roma in televisione.   (Alessio).
 
 
NO AI BAMBINI IN CARCERE
 
Secondo me le mamme che aspettano un bambino o quelle che ne hanno uno, quando commettono un reato e sono arrestate non dovrebbero separarsi dal bambino che specialmente nei primi mesi di vita ha bisogno di avere vicino il calore della sua mamma, di attaccarsi al suo seno perché fino alla nascita è rimasto protetto dentro la sua pancia. Però non voglio che i figli stiano con le madri in un ambiente così triste e infelice come quello del carcere perché non devono pagare per gli errori delle loro mamme. Loro vogliono vivere liberi come piccoli animali, non sopportano di stare tanto tempo chiusi.
Secondo me l’esperienza carceraria di un bambino gli resta dentro per tutta la vita, lo dico perché anche io in questo momento sto vivendo la mia condanna abbastanza lunga in compagnia di mio figlio che il 16 Ottobre compirà due anni.
Se io ho sbagliato e devo pagare mi dispiace tantissimo per lui che deve soffrire come me e non è giusto che quando ci chiudono in cella lui va vicino alla porta e mi chiama più volte perché vuole andare fuori; quel suo richiamo mi spezza il cuore ma purtroppo non posso accontentarlo. Io, come tutte le altre mamme, preferirei scontare la pena con una misura alternativa insieme a mio figlio che vivrebbe più felice come devono vivere tutti i bambini.
Se non è possibile avere la misura alternativa, nel carcere dovrebbero creare spazi proprio per i bambini sfortunati come il mio.   (Daniela).
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martedì, 04 dicembre 2007

 

 

SANDRI; RIESAME, CADE AGGRAVANTE TERRORISMO PER ULTRA' ARRESTATI

Concessi arresti domiciliari a due dei giovani fermati

Roma, 4 dic. (Apcom) - Il tribunale della libertà di Roma ha mantenuto la custodia cautelare in carcere per Claudio Gugliotti e Saverio Candamno, due degli ultrà fermati l'11 novembre scorso, dopo la morte di Gabriele Sandri. Al tempo stesso i giudici del riesame hanno escluso la sussistenza dell'aggravante della finalità di terrorismo per i due giovani, presi nei pressi della caserma della polizia di via Guido Reni. Ad un altro dei ragazzi, Valerio Minotti, sono stati concessi gli arresti domiciliari.

"E' un passo importante per la difesa, adesso bisogna lavorare per chiarire i termini della effettiva partecipazione o meno del Gugliotti ai fatti per i quali è indagato e, per chiarire, in quale occasione abbia subito i traumi per i quali è stato ricoverato dopo l'arresto". Così afferma in una nota l'avvocato Francesco Romeo, difensore di uno degli ultrà fermati l'11 novembre scorso. Anche per Lorenzo Sturiale, preso nel giorno della morte di Sandri, nel corso degli incidenti avvenuti nei pressi dell'Olimpico, il gip Enrico Imprudente ha disposto gli arresti domiciliari, accogliendo una istanza degli avvocati Lorenzo Contucci e Fabrizio Siggìa.

Romeo, nel comunicato, ribadisce che rispetto alle condizioni di salute di Gugliotti "la Procura è già stata informata ufficialmente prima dal carcere di Regina Coeli, poi dall'ospedale Santo Spirito ed infine alla consulenza medica della difesa depositata nei giorni scorsi. L'esclusione dell'aggravante della finalità di terrorismo ed eversione riduce parzialmente la gravità delle accuse, per episodi gravi, ma irripetibili, frutto di una reazione dissennata dovuta ad un corto circuito emotivo collettivo".

A questa "reazione rabbiosa, scomposta ed irrazionale, la Procura ha risposto con altrettanta emotività contestando reati gravissimi ed aggravati dalla finalità di terrorismo. Così non si risolve il problema e non si aiuta l'opinione pubblica a capire cosa è realmente accaduto, si è trattato di una risposta emergenziale, con la quale si è tentato, senza successo, di introdurre nell'immaginario sociale lo stereotipo di un 'nemico' inesistente: l'ultrà-terrorista.

CIAO A TUTTI/E. Finalmente le "buone" notizie non riguardano più solo Lorenzo. Oggi è caduta la fantascientifica accusa di "terrorismo" anche per gli altri ragazzi arrestati l’11 novembre. Da subito ci era sembrata una forzatura assurda, esclusivamente “politica” che per fortuna non ha trovato sponda nella magistratura. L'utilizzo politico e mediatico di questa farsa è evidente, anche se nessuno ovviamente renderà conto di aver avallato in quei giorni certe "tesi", con finalità che ciascuno di voi potrà interpretare.

Nel frattempo questa mattina è stata notificata a Lorenzo una misura restrittiva della libertà personale della durata di 5 anni, con tripla firma in questura durante le partite di Roma e Lazio. Da Roma un abbraccio a Giusi che sta pagando con la salute l'impegno (da pendolare) per stare vicina al fratello nel periodo di detenzione. Con l'occasione ricordiamo a tutti gli amici che questo blog è una iniziativa della sua famiglia e non ha pertanto pretese di "rappresentare" Lorenzo, ma solo di raccontarne alcuni impegni. Lui stesso tornerà a "rappresentarsi" da solo, come sempre, appena potrà farlo. In ultimo ci associamo ad Adamo e Alessandra nel ricordo di Gabriele Sandri, la cui famiglia Lorenzo vorrebbe andare a trovare appena gli sarà consentito muoversi. (Gabriele).

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lunedì, 03 dicembre 2007

    CERTI "PAVONI"...SANNO DAVVERO VOLARE!

Tempo fa Lorenzo, dopo una visita nella Repubblica della Garbatella (come la chiama lui), ci raccontò stupito di aver visto un pavone "in piume e ossa" sul tetto (molto alto) di una chiesa... Da quel momento realizzammo anche noi che, magari non tutti, ma certi pavoni sanno davvero volare! Uno di questi è senza dubbio quello che ha ispirato il nome all'Associazione grazie al cui impegno "l'ennesimo detenuto" ha trovato sostegno ed aiuto. Intendiamo ringraziare pubblicamente Fabio (buon sangue non mente!) consapevoli che così facendo ringraziamo uno per uno tutti gli amici di Fabio che egli può ben rappresentare e che Lorenzo ringrazierà appena possibile uno per uno e una per una. Visto che sul progetto Belli come il sole si sa ormai tutto o quasi, abbiamo pensato di farvi sapere qualcosa di più sul progetto Municipio a porte aperte, ultima "fatica" di Fabio e del resto della ciurma. Tra questi citiamo Andrea Catarci (presidente del Municipio), persona profondamente stimata da Lorenzo, nonchè primo ad interessarsi immediatamente della sua vicenda. Avrebbe anche voluto fargli visita in quel di "Trastevere", per fortuna non ne ha avuto il tempo, ma noi lo ringraziamo lo stesso.
Ecco qui di seguito l'articolo tratto dal sito del Municipio XI sulla presentazione dell'ultimo progetto portato avanti con abnegazione da Fabio, Andrea e tutti gli altri. L’ultima tappa del progetto si è svolta lo scorso 20 Settembre presso “Rebibbia Femminile”, appena possibile cercheremo di mettere on-line alcune delle riprese filmate fatte da Lorenzo in quella occasione. GRAZIE ancora. (Giusi e Gabriele).

 
Municipio a Porte Aperte

Un progetto per sensibilizzare sul tema del reinserimento lavorativo di ex detenuti/e

(Articolo Numero:10652 del 16 Marzo 2007)

Roma, Dare ai detenuti la possibilità di rifarsi una vita e di reinserirsi all'interno di un contesto sociale-lavorativo. Verso questo fine si muove il progetto “Municipio a porte aperte” elaborato dall' Associazione “Il Pavone” e sostenuto dal Municipio Roma XI, presentato giovedì 15 marzo presso la Sala del Consiglio Municipale.
L'iniziativa prevede un tirocinio formativo di orientamento della durata di sei mesi, per due donne provenienti dalla Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, che darà loro la possibilità di arricchire il proprio bagaglio professionale attraverso un'esperienza di formazione-lavoro, in vista di un potenziale inserimento occupazionale. 

L'incontro è stato aperto con la proiezione del documentario “Codice a Sbarre” di Ivano de Matteo, che vede tra i protagonisti Giulio Coltelli, ex detenuto scomparso nell'ottobre 2006, alla cui memoria viene dedicato l'attuale progetto. L'evento nasce da una proposta dell'Associazione “Il Pavone”, nata a Roma per favorire l'inserimento sociale e lavorativo di categorie svantaggiate ed in particolare di detenuti ed ex detenuti, che parte dalla conclusione della campagna “Belli come il sole”, sviluppatasi negli ultimi due anni, con l'obiettivo di denunciare la permanenza nelle strutture penitenziarie di bambini reclusi con le proprie madri. 

Alla presentazione del progetto erano presenti Andrea Catarci, Presidente dell'XI Municipio, Gloria Malaspina, Ass. alle Politiche del Lavoro Provincia di Roma, Carla di Veroli, Delegata alle Politiche Culturali Municipio XI, Lucia Zainaghi, Direttore Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, Lorenzo Sturiale dell'Associazione Il Pavone e le due "Terese" protagoniste dell'iniziativa.

“Si tratta di un progetto innovativo” afferma Andrea Catarci “con cui il Municipio intende rinnovare l'impegno per l'inserimento sociale e lavorativo delle persone detenute” e si augura che “questo progetto pilota venga riprodotto su più vasta scala”. Si dichiara contenta di far parte dell'iniziativa Lucia Zainaghi: “Per la prima volta il Municipio apre le porte alle problematiche istituzionali del carcere. Sono disponibile a continuare la dove ci saranno altre iniziative, sperando che tutto questo abbia un prosieguo. Sono contenta del segnale di apertura che l'esterno ha dato verso l'interno” . 
Durante la conferenza è stato inoltre consegnato proprio a Lucia Zainaghi un assegno di 7.500 euro raccolti durante la campagna “Belli come il sole”. “ E' stato un iter complesso dal punto di vista burocratico” afferma Carla Di Veroli “è stata un'operazione tutta da costruire, ma spero sia di buon auspicio per coloro che sfrutteranno in seguito tale esperienza percorrendo un iter già avviato. L'impegno delle due Terese sarà d'esempio”.

Ilaria Catalano

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sabato, 01 dicembre 2007

sabato 1 dicembre 2007 l'UNITA' ROMA

ULTRAS, AL RIESAME L’ACCUSA DI TERRORISMO

Hanno preso tempo i magistrati per decidere sulla scarcerazione degli arrestati dell’11 novembre

 

Il Tribunale del Riesame di Roma ieri non ha avuto alcuna fretta.

E si è riservato di decidere tanto sulla scarcerazione o eventuale concessione degli arresti domiciliari a Saverio Candamano, Claudio Gugliotti e Valerio Mintoti, i tre tifosi arrestati l’11 novembre scorso per gli scontri capitolini avvenuti dopo l'uccisione di Gabriele Sandri. Quanto, ovviamente, sulla conseguente sussistenza dell’aggravante del terrorismo contestata dalla procura di Roma a due dei tre ultras: Candamano, 27anni calabrese di Palmi e Gugliotti, romano di 21 anni.

I giudici presieduti da Antonio Lo Surdo non hanno voluto replicare immediatamente alle richieste formulate dagli avvocati Francesco Romeo e Eugenio Salvatore Dandone, legali dei tre ultras accusati tra l’altro di devastazione, lesioni, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. E hanno rimandato ogni decisione all’inizio della prossima settimana quando, in particolare, dovranno confermare o meno la sussistenza della finalità del terrorismo attribuita dal procuratore aggiunto Franco Ionta, insieme ai pm Pietro Saviotti e Caterina Caputo, ai due tifosi ritenuti responsabili degli assalti alla caserma della polizia di via Guido Reni.

Così Gugliotti, Candamano e Mintoti continuano a restare in carcere insieme agli altri tre tifosi bloccati successivamente dalla polizia sempre nell’ambito dell’inchiesta sulla guerriglia urbana seguita alla morte di Sandri

Mentre da martedì scorso è ai domiciliari Lorenzo Sturiale, il trentenne romanista arrestato nel tardo pomeriggio di quel11 novembre sotto la curva Nord dell’Olimpico. Il gip del Tribunale di Roma, Enrico Imprudente, ha infatti accolto la richiesta del difensore del ragazzo, l’avvocato Siggia, che si fondava <<sull’assoluto affievolimento delle esigenze cautelari>>

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mercoledì, 28 novembre 2007
La famiglia Sturiale ci tiene a ringraziare con il calore dovuto gli avvocati Lorenzo Contucci e Fabrizio Siggìa per la competenza, l'audacia e la coesione grazie alle quali Lorenzo è stato scarcerato. Ricordiamo ad amici, parenti, conoscenti che egli si trova ancora, a tutti gli effetti giuridici, in stato di arresto e sottoposto ad indagini (non è, per intenderci, in regime di domiciliari "ordinari"). Per questo motivo non gli è possibile comunicare in alcun modo con nessuno, nemmeno parenti (con la sola eccezione dei "conviventi": madre, padre, fratello e sorella). Qualora dovesse richiedere ed ottenere dal magistrato una deroga per le sole comunicazioni (magari "impersonali") tramite questo blog, sarà lui stesso a comunicarvelo da queste pagine. Vi ricordiamo che però, pur non potendo rispondere, può ricevere lettere/telegrammi al ns indirizzo di casa (via P. P. Vergerio 97), nonchè leggere direttamente con i suoi occhi i saluti a lui rivolti su queste pagine.
 
Con l'occasione vi mandiamo il suo fiero abbraccio e rinnoviamo la nostra stima ed il nostro affetto per la sua "coppia di difensori centrali", Fabrizio e Lorenzo , consapevoli che questo risultato, per nulla scontato, è stato ottenuto anche grazie al resto della "rosa" a disposizione di Lorenzo: tutti e tutte VOI!
 
Chi trova un amico trova un tesoro, si dice. E chi certi tesori li trova anche un solo "minuto", poi se li gode per tutta la vita. GRAZIE.
 
(Giusi, Gabriele, Anna e Luigi Sturiale)

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martedì, 27 novembre 2007

LORENZO E' A CASA!

Oggi nel primo pomeriggio gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.

E' arrivato a sorpresa a casa poco più di un'ora fa , ancora nessuno era stato avvertito.

Siamo felicissimi!!!!

Non può vedere nè parlare con nessuno, nè telefono, nè computer.

Vi daremo notizie tramite il blog.

Grazie tantissimo a tutti!

Il merito è anche vostro.

A presto.

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martedì, 27 novembre 2007

Non possiamo fare altro che aspettare qualche buona nuova, speriamo entro questa settimana. Ma il saperlo sereno nel suo soggiorno trasteverino, come lo chiama lui, ci tranquillizza.  

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lunedì, 26 novembre 2007

Stamattina Lorenzo ha ricevuto la visita di mamma, papà e Giusi.

L' hanno trovato su di morale, anche perchè sente l'affetto degli amici che cerchiamo di trasmettergli ad ogni visita. Riceve anche la posta e per chi volesse scrivere il suo attuale indirizzo è: LORENZO STURIALE Via della Lungara, 29 00165 Roma.

Oggi, mi piace regalarvi una piccola chicca che spero regali un sorriso anche a voi:

Il 2° giorno di detenzione lorenzo ha ricevuto, a sorpresa, la visita di Suor Paola (la laziale di Quelli che il calcio). Appena l'ha vista Lorenzo non si è scomposto un attimo e le ha detto: "a Suor Pa', che vole a rivincita der Derby ?"

Questo è Lorenzo

Gabriele

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domenica, 25 novembre 2007

In questi giorni è difficile aggiornare questo blog.

C'è poco da dire. Non ci sono novità. I tempi tecnici della "giustizia" sono lunghi, scadenzati,  non possiamo fare altro che aspettare il momento in cui si possa nuovamente discutere la posizione di Lorenzo.

Speriamo di sapere qualcosa di più preciso nei prossimi giorni. Sarete i primi a saperlo.

Grazie di cuore a tutti voi per il calore che ci date con la vostra presenza e i vostri commenti.

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sabato, 24 novembre 2007
....
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